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ROMA - Non si placa la polemica interna alla curia romana di fronte all'istituzione di un fondo di solidarietà che la CEI ha deciso di organizzare mano nella mano con l'ABI. Diverse voci fuori dal coro, infatti, si son fatte sentire soprattutto sui criteri per la selezione degli aventi diritto. "Un'autentica ingiustizia", infatti, è per molti far beneficiare dei 500 abbondanti euro mensili ("per pagare l'affitto, o il mutuo") solo i titolari di una famiglia basata sul sacro vincolo del matrimonio, e pure rimpinguata dai gaudenti sorrisi di almeno 3 bocche d'altrettanti figli da sfamare.
Il matrimonio, dubbi - "E' un'autentica ingiustizia - ha tuonato in serata infatti un alto prelato, che ha voluto rimanere anonimo - e noi ci opporremo con tutte le nostre forze". In effetti, il matrimonio come vincolo indispensabile fa sorridere. "Perché mica possiamo esser certi che quelli poi non si divorzino...". "Così - ha affermato un rappresentante del gruppo sposi curiale, anche lui anonimo - rischiamo di dar soldi a gentaglia poco affidabile". "E poi - rintocca un alto rappresentante della Sacra Rota - si potrebbero pure verificare casi di matrimoni fatti per interesse!". Quindi, aleggia la proposta: indicare una durata. Non basta essere sposati. Non basta esser pure andati in Chiesa, devolvendo parte consistente dei propri regali al parroco gaudente. Bisogna essersi sopportati a lungo. "Almeno 15 anni di matrimonio sono indispensabili" ha ingiunto il solito prelato. "Magari 20" ha rincarato il rappresentante del gruppo sposi.
I tre figli, ira funesta! - Ma il vincolo che ha suscitato polemiche più fragorose è quello dei tre figli. "Una bestialità bella e buona" lo bolla l'alto prelato. "Mina i fondamenti della politica familiare della Chiesa" rincara il rappresentante del gruppo sposi "e ci sconcerta". Perché? Per il semplice motivo che fare tre figli oggi è follia allo stato puro? No. "Perché sono troppo pochi per una famiglia cattolica!" ci risponde strabuzzando gli occhi di fronte ai nostri dubbi il rappresentante della Sacra Rota. Motivo? Semplice: "Provate voi a utilizzare il Billings con devota attenzione per una ventina d'anni, e poi ditemi quanti figlioli avete" ingiunge sereno il rappresentante del gruppo sposi. Che, mentre risponde alle nostre irriverenti domande, scalda un biberon, cambia un pannolino, corregge i compiti ad un adolescente brufoloso, risponde a 3 sms di altrettanti figlioli, ne brontola uno per sacrileghi siti trovati nella cronologia e accarezza la pancia della più grande stringendo la mano al genero poco convinto. "Una famiglia davvero cattolica deve avere almeno 5 figli!" conclude il rappresentante della Sacra Rota. E l'alto prelato rincara la posta "almeno 7!", concludendo "Se se ne fanno meno, vuol dire che ci si è abbandonati alle lusinghe di un dio malvagio, il materialismo storico del preservativo, vera piaga purulenta dei nostri giorni". Almeno sette figli, quindi. Se non altro, sarebbero la risposta alla crescita zero.
ROMA - Tentato reato di sciopero della fame. Questo è il capo d'accusa. Imputato: Marco Pannella. Che è alla sbarra pure per "impegno di medici fannulloni per inseguimento coercitivo". Insomma: una grossa grana. Cominciata proprio per l'hobby preferito del parlamentare radicale: gli scioperi della fame.
La premessa- Da quando il Parlamento ha fatto diventar legge dello Stato il dovere dell'alimentare il prossimo nostro come noi stessi, non mangiare é diventato un affronto allo Stato, un peccato carnale. Capitale, quasi. Se poi chi non mangia lo fa di fronte ad un medico, e beh a quel punto il povero camice bianco ha un solo, importante dovere primario: denunciarlo. E infilargli un sondino in gola (per Ippocrate!).
La provocazione - Incurante d'esser contro la legge, il Marco Pannella ha deciso questa mattina di dare una sferzante conferenza stampa. "Visto che il Parlamento ha deciso così - ha affermato incauto - io mi oppongo, e faccio lo sciopero della fame!". Tra gli sbadigli e gli "un altro" scappati a diversi cronisti presenti, c'era un gruppo di sguardi attoniti. Erano tre. Avevano sbagliato stanza. Ed erano medici. Si sono consultati. E armati. Anzitutto, una flebo (uno di loro ce l'aveva in tasca, "caso mai ce ne fosse il bisogno"). Poi, una siringa. E un foglio di ricovero coatto (sempre, "caso mai ce ne fosse il bisogno"). Insomma: si sono avvicinati al banco. E hanno ingiunto a Pannella di seguirlo. Pannella ha fatto come per andarsene. Ed è scattato l'inseguimento.
La fuga - In breve tempo una cinquantina di camici bianchi, raggranellati tra le vie del borgo da curiale sms votivo, si è fiondata per le strade del centro di Roma. Tutti, dietro Pannella. Che è fuggito attonito, alla ceca. Ansimava mentre si è appoggito alle bancarelle degli strangolaturisti, con gli occhi fuori dalle orbite. E' stato spesso sullo scrimolo dell'infarto. E loro dietro. A rincorrerlo. Il poveretto si è pure infilato in una Chiesa, "Diritto d'Asilo" ha ansimato esanime. Il prete, un filippino sorriso, gli ha risposto: "Fratello - sorriso - io non posso far entrare te - sorriso, più lungo questo - che dici - sorriso - la vuoi un'ostia con sopra un po' di Philadelphia?". Pannella è scappato. E, in breve tempo, accerchiato. I medici erano un nugolo. E, mentre lo portavano via di peso (in 25 sono accorsi per l'operazione), urlavano di agire secondo la legge. C'era chi aveva un sondino già in mano. Chi riempieva blocchetti interi di indicazioni terapeutiche. I più sventolavano ricoveri coatti. E dietro a loro, ad incalzarli, c'era lui: il Minuscolo Ministro, Renato Brunetta. Che aveva in mano una calcolatrice tutta nastri, e batteva freneticamente sui tasti. "Calcolo quanti minuti stanno perdendo questi fannulloni" ha risposto ad un cronista francese che lo ha interrogato durante l'affannata corsa, imbarazzato.
L'epilogo - Pannella adesso è ricoverato al FateBeneAiFratelli. Ha il sondino d'ordinanza. Brunetta è andato appositamente al capezzale. Carezzina sui capelli candidi. Mano stretta intorno alla destra del degente. Sguardo ieratico verso il medico che li fissa. "Torna a lavorare, fannullone!" gli grida. L'urlo sveglia il Marco Radicale. "Ciao caro" gli ha detto il Minuscolo Ministro, e porgendogli un foglio lungo 2 metri, 25 centimetri e 9 millimetri di somme, ha ingiunto candido: "questo è il conto".
Gaza City - E' notizia delle ultime ore: Hamas si sta dotando di un sistema anti-aereo. E oramai gioca a carte scoperte la sua mossa "naturale" che - ironia della sorte - si è trovata a "copiare" dagli americani. Lo stato maggiore israeliano è in subbuglio. Ed ha immediatamente up-gradato la pericolosità delle sue operazioni aeree sulla striscia dal grado "Verde P" (=passeggiata su un prato in un giorno di sole ché non c'è neanche una nuvola a pagarla oro) a "Asfalto C" (=corsetta sul bordo strada - che non si sa mai, un automobilista distratto...).
Così, mentre in Israele già si registrano le prime defezioni dei piloti F-16 ("Ché sul contratto mica c'era scritto che c'erano dei rischi!"), a Gaza impazza l'euforia. Non sono servite nemmeno le liste di coscrizione. Chiunque possa contribuire alla causa lo fa volontariamente. Chi porta l'amato pappagallino. Chi le sue anatre paffute già pronte da macellare. Chi un cardellino (corredato da canto melodioso). Torme di bambini si son precipitate per le strade a fare incetta d'imbelli piccioni. Una vera e propria ondata d'ottimismo popolare.
I gerarchi di Hamas gongolano. E preparano le reti. Il gioco è semplice: passa un F-16? Ebbene, gli vengon lanciate contro decine di volatili pronti al martirtio. "Che, se han tirato giù un Air-Bus a Nuova York..." dice convinto il responsabile dell'operazione "faranno dei danni anche a quei caccia-bombardieri!". Ebbene sì: Hamas, ora, ha anche la contraerea. Così finalmente Olmert e il suo governo potranno dire, senza impedimenti, di combattere una vera guerra ad armi pari.
VOGHERA - La parrocchia di Voghera, da oggi, non ha più il suo giornalino. Il parroco, Giuseppe Razzinghero, ha deciso la sua immediata soppressione perché "non esprime la mia linea".
Il casus belli - Tutto è cominciato quindici giorni fa. Sul giornalino (La Famiglia della Casalinga di Voghera) della Parrocchia era comparso un articolo tutto pepe sulle "abitudini" dei "cattolici" abbienti. "In chiesa si vedono ancora signore ingioiellate" si leggeva nell'editoriale del giovane responsabile, Simone Carretti, "mentre sulla porta chi chiede l'elemosina è guardato con sospetto". "Ho visto con i miei occhi fedeli assidui praticanti scacciare i poveri lavavetri mentre gli si offrivano di pulirgli il parabrezza per pochi spicci" proseguiva l'articolo "e catechiste chiudere la porta in faccia ad un vu' cumprà". Una stoccata in piena regola, quindi, che non ha mancato dal suscitar polemiche.
Problemi economici - Il giorno dopo fior d'industriali (con le mogli ingioiellate dietro, of course) si son recati in parrocchia, chiedendo il motivo di quel j'accuse. "Noi facciamo fior di donazioni alla parrocchia" si è sentito gridare da fuori la sagrestia "senza i miei soldi quella tonaca nuova se la sognava!". "E quell'ostensorio, allora" voce di donna, probabilmente ingioiellata "quelli son tutti euro miei!". Tra di essi, una voce stentorea è risuonata più alta delle altre, quella del sindaco: "Con questa demagogia lei e il suo foglietto fate il male della comunità. Quando faremo i fuochi d'artificio per il santo patrono - ha proseguito - che farete? ci direte che era meglio fare l'elemosina a qualche immigrato??".
La soluzione - Ovviamente, il parroco ha deciso con saggezza e comprensione da che parte stare: dopo essersi raccolto in una lunga meditazione personale, ha convocato il Carretti, gli ha sorriso con caritevole eleganza, gli ha appoggiato una mano paterna sulla spalla, ha scelto con cura il tono più dolce e fraterno che aveva a disposizione e, sospirando come affranto dalla pesantezza della decisione, gli ha chiesto di convertirsi all'islamismo. "Così, le nostre amate casalinghe capiranno perché hai detto tutte quelle infamie" gli ha detto durante l'omelia domenicale. Il giovane Simone pare si sia rivolto al Vescovo, dicendo ingenuamente "io ho solo scritto in base al Vangelo". Dalla Curia parole rassicuranti: dicono, infatti, che la soluzione denominata "Moschea" non pare affatto male. "Dobbiamo preoccuparci delle povere menti delle casalinghe della nostra amata Voghera" pare abbia detto sua Eccellenza il Vescovo, "ed anche dobbiamo rassicurare il Sindaco e i suoi assessori, che Dio li conservi! E poi - pare abbia aggiunto, braccia aperte, aria pastosa - mica possiamo cambiare il mondo proprio noi?".
Per la notizia, quella vera, che mi ha ispirato questa veritas ridente, clicca qui: http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/politica/governo-famiglia-cristiana/governo-famiglia-cristiana/governo-famiglia-cristiana.html
Articolo tratto da "Il gazzettino della Scala B" - Quotidiano di informazione condominiale
Condominio EIAR, ROMA - Uragano su Agostino Sacchetto, l'amministratore dell'intera scala B e direttore responsabile del "Comintato divertimenti e cene" di tutto il condominio. Non sapendo di avere il telefono sotto controllo, il povero Sacchetto si è fatto "pizzicare" in conversazioni piuttosto compromettenti con Silvio Veltrusconi, noto imprenditore edile.
Il fatto - Al momento della nomina, il Sacchetto aveva promesso "cambiamenti epocali". "Stenterete a riconoscere il vostro condominio". E giù nomine su nomine per far fronte a feste, banchetti e sagre condominiali. Tutti felici e contenti. Fino all'amara sorpresa. "Erano interventi di facciata - ha detto il capo degli inquirenti, PM John Vudcocco - in realtà, servivano a ben altro".
Il malaffare - In realtà il Sacchetto era un personaggio minore, pilotato. Nell'EIAR tutti lo sanno, nessuno lo dice: il padrone è Silvio Veltrusconi. Nel Consiglio d'Amministrazione del Condominio non risulta, nemmeno vi siede. Ma oggi, dopo giorni di scandalo latente, i condomini hanno oramai imparato bene il significato di "testa di legno", "prestanome" e "scatole cinesi". Con un sapiente gioco di subaffitti e compravendite, infatti, il Veltrusconi avrebbe in pugno una buona parte di tutto l'EIAR. Quindi, ci sarebbe lui dietro alla nomina del Sacchetto a capo della Scala B e, soprattutto, a responsabile del dispendioso "Comitato Divertimenti". Perché? Per trovare il posto a qualche amico.
Le intercettazioni - Sacchetto: "Insomma, mi dici... che proprio della Veronica non possiamo farne a meno". Veltrusconi: "Ma scherzi... quella lì, insomma... ti alza il tono della serata... e poi, oh... è stata mia moglie, un tempo... insomma, oh... è indispensabile". "Va bene dai, ok per la Veronica". La Veronica di questa telefonata e Veronica Laurio, di lì a breve nominata (tramite concorso!) prima ballerina per gli spettacolini di danza condominiali. Ed è solo un esempio. Facciamone un altro. Sacchetto: "Buongiorno, ciao... senti... io quel Sandrino non lo riesco... cioè, non lo riesco a sopportare". Veltrusconi: "E, lo so... ma ehò, ti tocca...". Sacchetto: "Cioè, insomma: non è che c'avresti qualcos'altro da fargli fare... cioè, tra tutti i posti, proprio all'EIAR". Veltrusconi: "Oh Agostino, non me lo vuol nessuno... da qualche parte lo dovrò pur mettere". E il povero "Sandrino" e Sandro Boldi, discutibile barzellettiere (più noto come ex-comunista passato alla P2) nominato da Sacchetto "Comiziere d'ordinanza" del Condominio. E non sono che due esempi, due, di una lunga fila.
Le dimissioni - Il povero Sacchetto ha dovuto rassegnare immediatamente le dimissioni. "Aria nuova all'EIAR" ha detto il nuovo amministratore unico, Fabrizio Del Mandorlo, "e per dimostrare che tutto cambierà, modificheremo il nome a tutto il condominio!". Poi, con fare cerimonioso, il Del Mandorlo ha inalberato il nuovo logo del condominio. "Non si chiamerà più EIAR, ma RAI!" ha aggiunto, quasi commosso con un'annessa, inattesa lacrimuccia.